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Samuele scopre la sua passione per i cani verso i dodici anni, quando la sua famiglia decide d'acquistare di comune accordo uno splendido esemplare di setter irlandese.

L'arrivo a casa di un cucciolo è sempre un momento fantastico e così è anche per lui: l'attaccamento al suo amato Dero è fortissimo fin dal primo istante e si traduce ben presto nel desiderio di conoscere quanto più possibile su quella razza, sulle sue attitudini, sulle sue caratteristiche, tanto da fargli divorare, letteralmente, ogni libro ed ogni video sull'argomento.

Samuele s'approccia così ai primi rudimenti di addestramento cinofilo (che ai tempi era pressoché agli albori), dimostrando fin da subito una notevole empatia con i cani (un "dono", così definito, che non tutti possiedono); proprio per questa sua indole, all'età di quattordici anni viene notato da un rinomato "addestratore" di pastori tedeschi (unica figura esistente all'epoca) che, dopo aver visto e valutato le reali capacità del ragazzo, dopo un lungo colloquio con i suoi genitori gli chiede di lavorare sul campo per la preparazione dei cani nei campionati di utilità e difesa.

Samuele frequenta corsi tenuti docenti stranieri nei quali è evidente l'avanguardia nella conoscenza etologica e s'affaccia così a quella che oggi è la disciplina cinofila più praticata: "l'agility dog". Ma non solo: partecipa col caro "Gianluigi" alle prove di utilità e difesa, obedience e retriever, a stage sul salvataggio nautico, sulla ricerca persone tra le macerie o in valanghe, a prove per cani da cerca e soprattutto per cani da ferma.

Nel 2000 la svolta: Samuele ha la fortuna di partecipare ad uno dei più importanti corsi finanziati dal Ministero delle Politiche della Regione Lombardia e dal Fondo Sociale Europeo. Un corso per educatori cinofili atto alla preparazione di cani da supporto a disabili, della durata di otto ore al giorno per sei giorni la settimana, domeniche escluse, nel quale si toccano punti e argomenti molto tecnici con solidissime basi etologiche e vengono studiate avanzatissime tecniche di addestramento come il clicker training. Samuele conclude il corso con un esame teorico ed un esame pratico davanti ad una commissione di otto esperti con un risultato di 10/10 e lode; il giorno successivo, arriva la proposta di diventare docente per la Regione Lombardia. L'emozione è alle stelle. Da quel momento, l'addestramento cinofilo diventa la sua attività di "reddito".

Continuano le partecipazioni a diverse gare e seminari e, contestualmente, affiora una seconda passione che permane sino ad oggi: quella per i falchi.

Samuele scrive tutt'ora per diverse riviste del settore, tra le quali "Quattrozampe", "Cinofilia Venatoria", "Cani Utili", collabora con un'agenzia pubblicitaria televisiva per l'azienda Mediaset e con reti locali (Telelombardia, Antenna 3, Lombardia Channel) e, soprattutto, fa da preparatore a "cani attori" per servizi fotografici (Vogue Gioielli).

Nel gennaio 2011 Samuele e la sua compagna danno vita a un sogno che diventa realtà: il negozio di animali polifunzionale "Il Club dei Pelosi", proprio nel centro di Milano (viale Murillo 1), annessa al quale sorge la scuola cinofila "One Track Mind"; una realtà con un'etica molto particolare che alla vendita di animali preferisce mettere in contatto l'aspirante proprietario con esperti che, tramite colloquio, ne ascoltano le esigenze e li accompagnano nella scelta per la tutela dell'animale stesso. La scuola inoltre organizza serate a tema con esperti del settore quali nutrizionisti, comportamentalisti, veterinari, educatori, istruttori, per la discussine dei problemi che possono ricorrere nella gestione degli animali domestici anche diversi dai cani (gatti, conigli, cavie, pappagalli, falchi ecc.). Inoltre, la scuola propone corsi di formazione per tolettatori, educatori cinofili, istruttori comportamentalisti riconosciuti da Coni e Csen.

Essendo seguito da un professionista del settore, inoltre, il negozio al quale la scuola è annessa dispone di tutto quello che può servire per quanto riguarda l'addestramento.

"In questi anni ho fatto in modo di farmi conoscere il più possibile perché, purtroppo, dove c'è business c'è anche il rischio di incontrare finti professionisti che hanno il guadagno economico come unico fine.

Non è raro che una scuola cinofila (o che tale si definisce), pur di acquisire allievi, inventi mendaci espedienti quali la garanzia di qualificare qualcuno come educatore o addirittura istruttore dopo aver semplicemente seguito un unico corso: un atteggiamento scorretto oltre che sbagliato, così come sbaglia chi si improvvisa educatore o istruttore per il semplice fatto di possedere un cane.

Professioni come la mia richiedono studio, impegno anche fisico, sacrifici: solo questo porta alla padronanza della materia e alla reale comprensione dell'indole di un cane. Ed è solo con questi presupposti che si può intervenire sui problemi di gestione di un cane; in assenza di essi e di solide basi etologiche, non si farà che peggiorare il rapporto tra cane e padrone.

Per questo motivo, io raccomando sempre di diffidare di persone del genere, soprattutto quando usano la parola "passione" per difendere certe scelleratezze commesse. La passione non è improvvisarsi qualcosa che non si è, soprattutto se lo si fa per boria o per malafede.

La passione è avere quattordici anni, avere il tempo di mangiare dopo esser tornato da scuola e farsi un'ora di strada in motorino portandosi dietro il proprio cane con una scatola porta vestiti rinforzata per andare a carpire i segreti di quelli che una volta si chiamavano addestratori. Non importa se in estate o in inverno, col caldo o col freddo, con il sole o con la pioggia.

La mia passione è iniziata quando avevo dodici anni; oggi, 27 agosto 2011 ore 10:20, ne ho trentatrè e sono tra ai miei cani Rua, Sonny e Zeus e col mio falco Brando a scrivere un po' di me; la mia voglia di sapere non è mai cessata. E molte altre parole, molte altre situazioni potrebbero descrivere la passione che sento ardermi dentro, ma preferisco che sia chi davvero mi conosce a capire chi sono e cosa faccio. Credo, tra le tante, di avere una grandissima fortuna in particolare: il dono di riuscire a capire e a rapportarmi al meglio con con i cani, e non solo.

Per questo mi sento di concludere questa pagina con la massima sincerità, affermando che non si diventa né istruttori né educatori dopo un semplice corso, perché un semplice corso non garantisce la giusta pratica, che si acquisisce solo sul campo. L'esperienza, poi, non te la insegna nessuno. Bisogna, come dico io, "macinare" centinaia di cani, vivendoli, senza limitarsi a "portarli a spasso". Sarebbe inoltre appropriato che chi si dichiara istruttore partecipi almeno una volta a gare agonistiche ufficiali come quelle indette dall'Enci: ritengo sia un'ulteriore garanzia contro i ciarlatani che sfruttano la confusione che aleggia sul mondo della cinofilia.

La figura dell'addestratore è, in definitiva, di primaria importanza; l'addestratore è un vero e proprio "psicologo", non solo per i cani, ma anche e soprattutto per i proprietari che, troppo spesso, li considerano come figli pensando di fare del bene, ignorando che, al contrario, non fanno che male. Un male che va corretto il più presto possibile prima che lasci segni nell'indole e nell'atteggiamento del cane che, a lungo andare, potrebbero non essere più correggibili."